Visite al presepe

Presepe e non solo a Perugia

NEL PERIODO NATALIZIO SARÀ APERTO PER LE VISITE IL 28,29,30 DICEMBRE 2020 e 4 GENNAIO 2021 SOLO SU PRENOTAZIONE !

PRESEPE E NON SOLO …

NEL PERIODO NATALIZIO SARÀ APERTO PER LE VISITE IL 28,29,30 DICEMBRE 2020 E 4 GENNAIO 2021 SOLO SU PRENOTAZIONE PER PICCOLI GRUPPI FAMILIARI nel rispetto delle norme indicate nel DPCM del 18 dicembre 2020

L’ingresso è gratuito (4 persone per volta), ma è possibile fare una offerta che verrà devoluta in beneficenza.

Per i gruppi è possibile vederlo tutto l’anno previo appuntamento ai seguenti numeri di telefono: Mauro 3394490494, Massimo 3478022361.

Per informazioni scriveteci alla nostra e-mail: presepeenonsolo@gmail.com

Vieni a trovarci su prenotazione!

Presepe e non solo … tra arte e passione collocato stabilmente nei locali inferiori della Chiesa di San Pio da Pietrelcina a Castel del Piano (PG) sarà nuovamente visibile per le festività natalizie 2020!

Abbiamo deciso di riaprire il presepe nonostante il difficile momento perché il nostro fine è non solo quello della tradizione del presepio, ma soprattutto quello di poter dare, come abbiamo fatto negli anni precedenti, grazie alle offerte dei visitatori, un aiuto concreto a chi ne ha veramente bisogno e soprattutto oggi che ci sono tante famiglie in difficoltà. Quest’anno perciò il ricavato delle offerte verrà devoluto in beneficenza in buoni alimentari.

Abbiamo inoltre chiesto alle autorità competenti la possibilità di poter aprire il presepe in queste festività natalizie in totale sicurezza con il numero massimo di 4 persone in turni separati ogni 30 minuti nel locale di circa 80 mq, in modo da non creare assembramento e di preservare i visitatori da eventuale contagio da virus. Abbiamo inoltre creato un percorso con 2 accessi, uno per l’ingresso e l’altro per l’uscita così da non fare incontrare le persone che visitano il presepe oltre ad arieggiare i locali con un aspiratore sempre in funzione.

Per prenotare la tua visita al presepe, o se vuoi prenotarti fin da adesso per i futuri corsi che stiamo programmando per la fine della pandemia puoi contattarci al numero di cellulare di Mauro 3394490494 anche su WhatsApp o per email a: presepeenonsolo@gmail.com

Speriamo che la tradizione del presepe continui sempre…  

Buone feste!

 I nostri contatti:

Per prenotare le visite o per richiedere informazioni:

Puoi chiamare Mauro al suo cellulare +393394490494 anche WhatsApp

Puoi scriverci alla nostra e-mail: presepeenonsolo@gmail.com

 

Recensioni Google Like?   Clicca qui per fare la tua recensione!

TROVACI SU GOOGLE MAPS

I nostri corsi

I corsi sono momentaneamente sospesi a causa delle restrizioni per emergenza COVID-19 indicate nel DPCM 3 dicembre 2020 in vigore dal 4 dicembre 2020 al 15 gennaio 2021

Ordinanza del Ministero della salute del 5 dicembre 2020: UMBRIA IN AREA GIALLA dal 6 dicembre 2020.

Finita l’emergenza sanitaria sarà possibile organizzare i corsi presepiali e non solo…

Per chi è interessato può già prenotarsi:

Inviando una email a: presepeenonsolo@gmail.com 

Al numero di cellulare: Mauro Barbetti 3394490494

Il primo presepe della storia a Greccio

Il primo presepe della storia è stato realizzato in Italia a Greccio in provincia di Rieti.
San Francesco d’Assisi arriva in questo piccolo borgo nel 1209 e va ad abitare come eremita sul Monte Lacerone a qualche chilometro dal castello della città.
Il castellano di Greccio, Giovanni Velita, diventò ben presto suo amico sincero e gli chiese di venire ad abitare in città così tutti gli abitanti avrebbero potuto ascoltare le sue prediche.
La leggenda narra che per scegliere il luogo della sua nuova dimora San Francesco si affidò ad un bambino di quattro anni al quale venne fatto lanciare un tizzone di fuoco che cadde in una località piena di grotte.
Fu proprio in una di queste grotte che venne poi rappresentata la natività.
Il desiderio di rievocare la nascita di Gesù viene a Francesco durante un viaggio in Palestina.
Nell’autunno del 1223 si reca a Roma da papa Onorio III e gli chiede il permesso di poterla realizzare. Ottenutolo San Francesco torna a Greccio che gli “ricordava Betlemme” e disse a Giovanni Velita: “Voglio celebrare teco la notte di Natale. Scegli una grotta dove farai costruire una mangiatoia ed ivi condurrai un bove ed un asinello, e cercherai di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme! Questo è il mio desiderio, perché voglio vedere, almeno una volta, con i miei occhi, la nascita del Divino infante”.
Nella notte del 24 dicembre 1223, viene rappresentata la nascita di Gesù Bambino.
Nella grotta c’erano il bue e l’asinello. Nessuno dei presenti prese il ruolo di Giuseppe e Maria, perché Francesco non voleva si facesse “spettacolo” della nascita di Gesù.
Solo successivamente nei presepi del mondo sono stati aggiunti gli altri personaggi.
Tommaso da Celano, biografo di San Francesco che ci ha lasciato la testimonianza di questo evento, scrisse che uno dei presenti vide il bambinello di terracotta prendere vita.
Da questi momenti trae origine il tradizionale presepio, poi tramandato e esportato in tutto il mondo.
A Greccio, ogni anno, in ricordo di questo evento, nel presepe vivente si rievocano i momenti che hanno ispirato San Francesco a realizzare la natività di Gesù.

L’ultima opera di Mauro Barbetti in fase di completamento è il presepe di Greccio. (Foto sotto)

Presepe e non solo… il grande diorama a Perugia!

PRESEPE E NON SOLO SI TROVA  A PERUGIA!

 Il presepe poliscenico permanente dedicato a San Pio da Pietrelcina e San Francesco d’Assisi 

IL PRESEPE UNICO NEL SUO GENERE IN ITALIA!

Presepe e non solo… tra arte e passione nel periodo natalizio 2020 (il 28,29,30 DICEMBRE 2020 E 4 GENNAIO 2021) a causa delle restrizioni per COVID-19 sarà aperto SOLO SU PRENOTAZIONE A NUMERO CHIUSO.

POTETE GIA’ PRENOTARVI!!!

Per fissare un appuntamento chiamate al numero di cellulare di Mauro 3394490494 o mandate una email a: presepeenonsolo@gmail.com

Saremo felici di ricevere una vostra recensione nella Pagina Google   Recensioni Google 

Ti faremo vivere un appassionante viaggio tra le scene animate ed effetti speciali!

Presepe e non solo… non è un semplice presepe natalizio, ma la rappresentazione scenica di tutta la vita di Gesù dall’Annunciazione all’Ascensione al cielo, drammatizzando i momenti più significativi della Sua vita terrena ed arricchito con effetti speciali speciali (luci, musiche e voci narranti dei personaggi) accompagnato da un commento vocale unico!

Trasmette una forte emozione a chi lo guarda!

Ogni anno è arricchito con nuovi diorami in 3D molto particolareggiati che riguardano la scena della vita terrena di Gesù. 

Ringraziamo di vero cuore tutti coloro che nel nostro percorso ci hanno aiutato a migliorare e perfezionare la nostra opera.

Gli amici di presepe e non solo.

Seguiteci sui social media

Prenotazioni 

Vuoi prenotare la tua visita al presepe?

Chiama al 3394490494 Mauro 

Recensioni GoogleScrivi la tua recensione ….

Come trovarci a Perugia…

La Natività ad Assisi

Dettagli del diorama “La Natività ad Assisi” dedicato a San Francesco d’Assisi. Opera di circa 10 mq. realizzata da Mauro Barbetti in collaborazione con Massimo Pispola ed esposta presso i locali di Presepe e non solo a Castel del Piano di Perugia.

Puoi vedere il video sulla “Natività ad Assisi” sul canale youtube di Presepe e non solo https://youtu.be/Nbkp6Qq-BsQ

San Francesco d’Assisi e il primo presepe vivente a Greccio.

La tradizione del presepio si fa risalire al santo di Assisi, Francesco.

Nonostante siano passati quasi 800 anni, San Francesco ci ricorda il messaggio sempre attuale del vangelo: la fratellanza e la pace tra gli uomini eliminando ogni differenza dovuta a razza, religione, lingua o altre barriere di carattere culturale, fisico, ideologico ecc.
Nato ad Assisi nel 1182, visse una giovinezza nei piaceri del mondo. Successivamente arrivò la chiamata da Dio e ne seguì la ferma volontà di osservare fedelmente il Vangelo facendosi povero. Francesco d’Assisi, abbandonò ogni ricchezza ed iniziò a predicare coinvolgendo sempre più persone a seguire la sua scelta di imitare fedelmente gli esempi di vita di Gesù Cristo.
A San Francesco d’ Assisi si attribuisce anche la realizzazione del primo “presepe vivente” a Greccio, in provincia di Rieti, con il coinvolgimento degli abitanti di quel tempo che insieme vollero rievocare in quel luogo la nascita di Gesù per rappresentare il “Bambino” nato a Betlemme…….

Se desideri approfondire il racconto clicca qui ” Tommaso da Celano racconta Greccio “, di seguito la descrizione che di quell’evento nel paese di Greccio fece Tommaso da Celano (c. 1190/c. 1260) .

San Francesco d’Assisi e il primo presepe vivente

Tommaso da Celano racconta Greccio
Ecco, integralmente, il testo della Vita prima di Tommaso da Celano, sul presepio di Greccio, al cap. XXX.

84. La sua aspirazione più alta, il suo desiderio dominante, la sua volontà più ferma era di osservare perfettamente e sempre il santo Vangelo e di imitare fedelmente con tutta la vigilanza, con tutto l’impegno, con tutto lo slancio dell’anima e del cuore la dottrina e gli esempi del Signore nostro Gesù Cristo.
Meditava continuamente le parole del Signore e non perdeva mai di vista le sue opere. Ma soprattutto l’umiltà dell’Incarnazione e la carità della Passione aveva impresse così profondamente nella sua memoria, che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro.
A questo proposito è degno di perenne memoria e di devota celebrazione quello che il Santo realizzò tre anni prima della sua gloriosa morte, a Greccio, il giorno del Natale del Signore. C’era in quella contrada un uomo di nome Giovanni, di buona fama e di vita anche migliore, ed era molto caro al beato Francesco perché, pur essendo nobile e molto onorato nella sua regione, stimava più la nobiltà dello spirito che quella della carne. Circa due settimane prima della festa della Natività, il beato Francesco, come spesso faceva, lo chiamò a sé e gli disse: «Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello». Appena l’ebbe ascoltato, il fedele e pio amico se ne andò sollecito ad approntare nel luogo designato tutto l’occorrente, secondo il disegno esposto dal Santo.

85. E giunge il giorno della letizia, il tempo dell’esultanza! Per l’occasione sono qui convocati molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine Francesco: vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l’umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme.
Questa notte è chiara come pieno giorno e dolce agli uomini e agli animali! La gente accorre e si allieta di un gaudio mai assaporato prima, davanti al nuovo mistero. La selva risuona di voci e le rupi imponenti echeggiano i cori festosi. I frati cantano scelte lodi al Signore, e la notte sembra tutta un sussulto di gioia. Il Santo è lì estatico di fronte al presepio, lo spirito vibrante di compunzione e di gaudio ineffabile. Poi il sacerdote celebra solennemente l’Eucaristia sul presepio e lui stesso assapora una consolazione mai gustata prima.

86. Francesco si è rivestito dei paramenti diaconali perché era diacono, e canta con voce sonora il santo Vangelo: quella voce forte e dolce, limpida e sonora rapisce tutti in desideri di cielo. Poi parla al popolo e con parole dolcissime rievoca il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme. Spesso, quando voleva nominare Cristo Gesù, infervorato di amore celeste lo chiamava «il Bambino di Betlemme», e quel nome «Betlemme» lo pronunciava riempiendosi la bocca di voce e ancor più di tenero affetto, producendo un suono come belato di pecora. E ogni volta che diceva «Bambino di Betlemme» o «Gesù», passava la lingua sulle labbra, quasi a gustare e trattenere tutta la dolcezza di quelle parole. Vi si manifestano con abbondanza i doni dell’Onnipotente, e uno dei presenti, uomo virtuoso, ha una mirabile visione. Gli sembra che il Bambinello giaccia privo di vita nella mangiatoia, e Francesco gli si avvicina e lo desta da quella specie di sonno profondo. Né la visione prodigiosa discordava dai fatti, perché, per i meriti del Santo, il fanciullo Gesù veniva risuscitato nei cuori di molti, che l’avevano dimenticato, e il ricordo di lui rimaneva impresso profondamente nella loro memoria. Terminata quella veglia solenne, ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia.